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Gonnosnò

comune in provincia di Oristano (38 km), 195 m s.m., 15,45 km², 900 ab. (gonnosnoesi), patrono: sant’ Elena (18 agosto).

Centro della Marmilla, posto sulle pendici nordoccidentali della Giara di Gesturi. Di origine nuragica, fece parte dal sec. XI del Giudicato d'Arborea, di cui seguì le vicende storiche. Nel 1410 divenne possesso dei marchesi di Oristano e, dopo il 1477, dei conti di Quirra, che lo tennero fino all'abolizione dei feudi (1839).§ Nel paese, dalle caratteristiche stradine con le case a corte, sorge la parrocchiale di Sant'Elena (sec. XVI) dall'alto campanile. Nella frazione di Figu sono la piccola chiesa di Santa Maria (sec. XVII), le “tombe dei giganti” di Is Lapideddas (rara testimonianza di sepolcri megalitici nell'area della Marmilla), il nuraghe Cunica Muru e il pozzo sacro di San Salvatore, testimonianza della fusione tra i riti cristiani e quelli tradizionali degli abitanti dell'isola.§ L'economia si basa sull'agricoltura, che produce uva, frutta e olive e sull'allevamento di ovini; è fiorente l'artigianato dei tappeti e degli arazzi, lavorati al telaio manuale; operano, inoltre, aziende di materiali da costruzione.

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