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Grotterìa

comune in provincia di Reggio di Calabria (120 km), 317 m s.m., 37,90 km², 3611 ab. (grotteresi o grotterisani), patrono: Santissimo Crocifisso (16 novembre).

Centro del versante ionico delle Serre, posto nella valle della fiumara Caturello. Sorse in una zona abitata fin dal sec. VIII a. C., come provano diversi ritrovamenti archeologici. Noto nel Medioevo con il nome di Agrettaria o Gruttaria, forse derivato dal bizantino Krypteria (“nascondiglio”), divenne capoluogo di una vasta baronia e fu possesso di numerosi feudatari, fra cui gli Ayerbe d'Aragona e i Ruffo. § L'abitato conserva l'impianto medievale, a gradinate, con vicoli stretti e tortuosi e caratteristici portali in pietra. Del castello medievale sussistono resti delle mura, le torri laterali, quella centrale e la porta. Nella chiesa madre, dedicata all'Assunta, largamente rimodernata, si trovano interessanti tele di scuola napoletana del Seicento. § L'agricoltura (olive, grano, agrumi e uva), lo sfruttamento dei boschi e alcune piccole attività industriali (nel settore oleario, dei materiali da costruzione e della lavorazione del legno) rappresentano le principali risorse economiche.