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Hallier, Jean-Edern

scrittore francese (Saint-Germain-en-Laye, Seine-et-Oise, 1936-Deauville, Calvados, 1997). Giornalista di Le Figaro, fondatore e direttore delle riviste Tel Quel e Cahiers de l'Herne, si cimentò nel nouveau roman con Les aventures d'une jeune fille (1963) e Le Grand Ècrivain (1967), prima di rivolgersi al genere storico-politico con La cause des peuples (1972), e a quello lirico-romantico con Le premier qui dort réveille l'autre (1977). Le opere successive rivelarono un polemista non privo di sensibilità morale: Mon programme n'est pas de ce monde (1985), L'evangile du fou (1986) e Carnets impudiques (1988). Negli ultimi anni la sua vena di polemista prevalse sul lavoro di scrittore. I suoi libri si caricano di invettive; suo bersaglio favorito fu il presidente F. Mitterrand sul quale pubblicò un pamphlet molto violento, L’honneur perdu de François Mitterrand (1992). Altre opere: Le dandy de grand chemin: conversations (1991), Le Refus (1994), Fulgurances (1996), Puissances du mal (1996). Si dedicò anche alla conduzione di programmi televisivi.