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Hallstatt, civiltà di-

complesso culturale che prende il nome da Hallstatt, dove nel 1846 fu scoperta una necropoli con un migliaio di sepolture di cui una metà circa a inumazione. Corrispondente alla prima Età del Ferro dell'Europa centrale, abbraccia la prima metà del primo millennio a. C. e può essere considerata la diretta derivazione della cultura di Campi d'urne (Urnenfelderkultur) . La sua sfera d'influenza ha interessato un'area vastissima, che si estende dalla Penisola Iberica al medio corso del Danubio, per cui possono opportunamente venir distinti vari gruppi a facies regionale quali il gruppo danubiano centrale, sudorientale, nordorientale, occidentale. Pur senza una netta scissura vengono inoltre individuate due fasi successive: la prima, decorrente ca. dal 1000 a ca. il 700 a. C., può dirsi caratterizzata dalle lunghe spade di ferro e di bronzo a impugnatura decorata, dai rasoi a traforo, dalle fibule a doppia spirale nonché dalle ciste di bronzo a radi cordoni paralleli ; nella seconda fase, che giunge fino al 500 a. C. e si innesta sulla cultura di La Tène, si distinguono invece spade e pugnali con impugnatura ad antenna, cinturoni, pettorali, braccialetti e anelli bronzei finemente decorati, fibule, nonché ciste di bronzo. I resti della civiltà hallstattiana sono stati messi in luce dalla scoperta sia dei resti di insediamenti, talvolta fortificati, sia di tombe, spesso a tumulo, o di interi sepolcreti, come la necropoli di Hallstatt. Nel corso del sec. VI a. C. i ricchi corredi principeschi, la fioritura delle situle e la comparsa di vere e proprie rocche fortificate, al centro di territori in cui è individuabile una gerarchia insediamentale, sono tutti elementi che indicano una notevole complessità sociale. Particolarmente importante, e indicativo del “gusto” aristocratico, è lo stabilirsi di contatti, fin dal sec. VII a. C., con il mondo etrusco e, in seguito, con quello greco. L'abbondante materiale raccolto nella necropoli eponima è attualmente conservato nei musei di Vienna e Hallstatt.

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