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cista

sf. [dal greco kístē, tramite il latino cista].

1) Recipiente di vimini, legno o metallo con rivestimento interno di cuoio, usato nell'antichità sia per cerimonie dionisiache (cista mystica), sia per contenere oggetti di abbigliamento.

2) Per estensione, lett., cesta, canestro. § Ciste cilindriche di bronzo “a cordoni” erano diffuse, nell'Età del Bronzo e del Ferro, nella Valle Padana, nel Piceno e nell'Europa centro-orientale. In Etruria si sviluppò l'uso della cista in bronzo decorata a rilievo, a traforo o graffita. Nel sec. V a. C. avevano forma ovale con fascia figurata a sbalzo. Nei sec. IV-III a. C. la produzione si localizzò soprattutto a Palestrina: le ciste sono cilindriche, con decorazione graffita e, come in precedenza, il manico è formato da statuette isolate o a coppie e i piedi sono a forma di zampa leonina. La più nota è la cosiddetta cista Ficoroni (Roma, Museo Nazionale di Villa Giulia), con un'unica scena graffita che raffigura un episodio del mito degli Argonauti. Sappiamo dall'iscrizione che fu eseguita a Roma dall'artigiano Novios Plautios.

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