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Iàcopo da Lentini

poeta siciliano (notizie dal 1233 al 1240). Esercitò la professione di notaio alla corte di Federico II: Dante lo designa come il “Notaro” per antonomasia (Purgatorio, XXIV, 56) e lo riconosce come il fondatore della scuola poetica siciliana, della quale, nel suo ricco canzoniere (una quarantina di liriche), Iacopo da Lentini offre un completo campionario. Dotato di consumata perizia retorica, Iacopo da Lentini trapianta nel siciliano illustre gli schemi più ardui della poesia trovadorica, codificando le strutture metriche della canzone, della canzonetta, del discordo e soprattutto del sonetto, del quale è probabilmente l'inventore. Alla versatile ingegnosità tecnica Iacopo da Lentini congiunge una spiccata originalità inventiva: la fenomenologia amorosa si configura, nelle sue rime, come vicenda interiore, analizzata con acutezza psicologica e oggettivata in una catena di lucide analogie, che, pur riferendosi al mondo della natura, conservano un senso arcano di prodigio. Per l'atmosfera di suggestiva trepidazione e d'incantato stupore che circola nelle sue liriche migliori e per il tentativo di conciliare l'amore sacro con l'amore profano, Iacopo da Lentini anticipa alcuni temi della ricerca stilnovistica.

Bibliografia

B. Croce, Poesia antica e moderna, Bari, 1941; L. Di Benedetto, Da Giacomo da Lentini a Francesco Petrarca, Napoli, 1949; E. H. Wilkins, The Invention of the Sonnet, Roma, 1959; G. F. De Robertis, Il notaro, Roma, 1976.

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