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Ilkhānidi

dinastia mongola (īl-khān, sovrani tribali) discendente di Hūlāgū, figlio di un figlio di Gengis Khān, che, alla testa di grandi forze mongole, invase la Persia (1256), prese e devastò Baghdad (1258) mettendo a morte al Mustaʽṣim, l'ultimo califfo. Dopo la sua morte (1265), i suoi discendenti si convertirono all'Islam, fecero di Tabriz la loro capitale ed estesero la loro influenza in Mesopotamia, Asia Minore, Caucaso, Siria, scontrandosi però con i Mamelucchi d'Egitto, contro i quali cercarono di spingere i monarchi cristiani d'Occidente. Gli Ilkhānidi si estinsero nel 1349. § Sotto gli Ilkhānidi la poesia, la miniatura, la calligrafia e l'arte della ceramica conobbero un periodo di grandissimo splendore, con centri a Herāt, Maragha e Tabriz. L'architettura, grandiosa nei risultati, non è però originale negli impianti e nelle soluzioni tecniche, rifacendosi palesemente, pur accentuando le proporzioni degli edifici e i loro ornati, a quella selgiuchide (grande moschea di Tabriz; mausolei di Oljeitü e di Celebi Oglu a Sultaniya).

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