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Jensen, Johannes Vilhelm

poeta e scrittore danese (Farsø 1873-Copenaghen 1950). Attinse i suoi più bei racconti, Storie dell'Himmerland (1898-1910), dalla sua regione natale, l'antica terra dei Cimbri, per la quale nutriva un grande amore e rispetto. Dai suoi numerosi viaggi (come giornalista fu in Europa, India, Cina e America) trasse ispirazione per le Novelle esotiche (1907-17). Di Jensen esistono anche varie raccolte di Miti (pubblicati tra il 1907 e il 1944), osservazioni sulla natura, la vita e l'arte di suggestivo impegno artistico. Fra i vari lavori giovanili il più ardito è senz'altro la trilogia storica La caduta del re (1900-01), ambientata durante il regno di Cristiano II di Danimarca; l'opera, per la sua struttura lirico-simbolica, non è tanto una biografia del sovrano, ma piuttosto un miscuglio di splendore e di decadenza, di vita e di morte. La sua opera più possente, Il lungo viaggio (1908-22), che si compone di sei romanzi, è improntata all'evoluzionismo darwiniano che lo porta a teorizzare la superiorità della razza gotica. In essa Jensen rifà la storia degli uomini dell'Europa settentrionale dal periodo preglaciale fino ai tempi moderni di Cristoforo Colombo, visto come un capitano vichingo, e invita l'uomo a cercare di capire la vita, il suo prossimo, le sue origini e a lottare per migliori condizioni di vita. Grande importanza ebbe anche la sua raccolta di Poesie (1906) dove Jensen, fortemente influenzato da W. Whitman, abbandona i moduli della lirica tradizionale. Fu insignito nel 1944 del premio Nobel.

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