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Khatibi, Abdelkebir

scrittore marocchino di lingua francese (El Jadida 1938-Rabat 2009). È uno degli scrittori più noti, per lo stile elegante, sofisticato, a volte enigmatico, ma percorso da un fremito d'alto lirismo e da fulgide immagini. Dopo uno studio sul Roman maghrébin (1968; Romanzo maghrebino) e un'opera di sociologia, si impose con i romanzi La Mémoire tatouée (1971; La memoria tatuata), “autobiografia d'un decolonizzato”, e Le livre du sang (1979; Il libro del sangue), inquietante iniziazione mistico-erotica al mito dell'androgino. Oltre a una raccolta di aforismi-poesie, Le lutteur de classe à la manière taoïste (1976; La lotta di classe secondo il taoismo), al saggio-pamphlet La blessure du nom propre (1974; La ferita del nome proprio), al lavoro teatrale Le Prophète voilé (1979; Il profeta velato), Khatibi ha pubblicato opere dedicate al problema del bilinguismo, come L'art calligraphique arabe (1976; L'arte calligrafica araba) e Maghreb pluriel (1983; Maghreb plurale), in cui sostiene l'importanza dell'unione delle culture araba e occidentale, il romanzo Amour bilingue (1983; Amore bilingue), di grande bellezza formale, Le même livre (1985; Lo stesso libro) e Un été à Stockholm (1990). Alla scrittura araba è interamente consacrato L’art calligraphique de l’Islam (1994; L'arte calligrafica dell'Islam) scritto con M. Sijelmassi. Negli scritti più recenti si è occupato di arte, con Revue noire (1996) scrivendo sul pittore Ahmed Cherkaoui e dando un contributo al libro Civilistation marocaine (1996; Civilizzazione marocchina) una sorta di enciclopedia su tutti gli aspetti della vita di questo Paese.

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