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Lèttera semisèria di Grisòstomo

lettera critica di G. Berchet (1816), considerata il manifesto del romanticismo italiano. Prendendo lo spunto dalla traduzione di due ballate di G. A. Bürger, Il cacciatore feroce e Leonora, Berchet interviene nella polemica tra classicisti e romantici, sostenendo la necessità di una poesia popolare, libera da orpelli retorici, ispirata agli avvenimenti della vita nazionale, espressa in un linguaggio semplice e spontaneo. Alla fine, l'autore finge di ritrattare le sue idee, dichiarando di aver voluto divertirsi alle spalle dei romantici: di qui la qualifica di “semiseria” data alla lettera.

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