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famiglia di architetti attivi a Roma nei sec. XVI-XVII. Martino il Vecchio (Viggiù ?-Roma 1591) si distinse come un fedele continuatore di Vignola e collaborò spesso con i contemporanei Giacomo della Porta e Domenico Fontana. Tra le sue opere si ricordano il progetto del cortile di S. Damaso in Vaticano, il campanile del Palazzo Senatorio al Campidoglio (1578), la facciata di S. Maria in Vallicella o Chiesa Nuova (1586), S. Girolamo degli Schiavoni a Ripetta, dalla minuta decorazione (1587-89), e palazzo Borghese (1590), la sua opera migliore. Onorio (Milano ca. 1569-Roma 1619), figlio di Martino il Vecchio, si formò a Roma nello spirito di rinnovamento architettonico degli anni del pontificato di Paolo V, ma lavorò anche in Toscana, a Bologna e a Ferrara. A Roma costruì la loggia Olgiati in piazza Fiammetta e palazzo Verospi al Corso (rimaneggiato totalmente nel 1906). Iniziò la chiesa di S. Carlo al Corso (1612), poi terminata dal figlio Martino, e lavorò al completamento di Palazzo Lante. Martino il Giovane (Roma 1602-Viggiù 1660), figlio di Onorio, si formò sui canoni linguistici del manierismo e fu anche sensibile ai nuovi temi del barocco. Tra le opere si segnalano il completamento della chiesa di S. Carlo al Corso (dal 1619); la chiesa di S. Antonio dei Portoghesi (1638); la scala di palazzo Ruspoli al Corso (1640); la chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio (1646-50), una delle sue realizzazioni più note, la cui facciata è tutta un gioco prospettico ottenuto con la sovrapposizione di colonne e superfici lisce; l'altare maggiore di S. Carlo ai Catinari (1650).

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