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Lacedònia

comune in provincia di Avellino (87 km), 732 m s.m., 81,57 km², 3010 ab. (lacedonesi), patrono: san Filippo Neri (26 maggio).

Centro dell'alta Irpinia, posto sulla dorsale tra i bacini del fiume Ofanto e del torrente Carapelle. Abitato in età eneolitica, è da identificarsi forse con l'antica Aquilonia di epoca preromana, occupata e distrutta da Annibale dopo la battaglia di Canne. Risorto nel Medioevo, fu possesso dei monaci benedettini. Nel 1456 fu devastato da un terremoto e successivamente ricostruito con mura di cinta e quattro porte dagli Orsini. Qui venne ordita nel 1485 la Congiura dei baroni contro Ferdinando I d'Aragona: fallita la congiura, Pirro del Balzo, feudatario del luogo, venne giustiziato con gli altri cospiratori. Il re assegnò allora il paese a Baldassarre Pappacoda. Fu ancora danneggiato da altri terremoti, ultimo dei quali quello del 1980. § La cattedrale dell'Assunta (metà sec. XVI), ricostruita dopo i terremoti del 1694 e 1930, ha una facciata dalle semplici linee tardorinascimentali (il portale e il campanile appartengono al vecchio edificio) e all'interno lapidi romane e altari barocchi in marmi policromi. Il castello, voluto nel Cinquecento da Baldassarre Pappacoda, molto alterato, è stato trasformato in residenza. § Nell'economia domina la cerealicoltura, cui si associa l'allevamento bovino, ovino e caprino (con produzione lattiero-casearia). § Interessanti sono il vicino Bosco Origlio, dove sgorgano sorgenti di acqua minerale, e il bacino artificiale del lago di San Pietro.

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