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Las Casas, Bartolomé de-

frate domenicano spagnolo (Siviglia 1474-Madrid 1566). Laureato in diritto a Salamanca, nel 1502 si recò in America con la spedizione di Nicola de Ovando per dirigere le piantagioni paterne a San Domingo. Nel 1510, sotto l'influenza delle prediche del frate domenicano Pedro de Córdoba, si fece sacerdote e iniziò una strenua difesa degli indigeni americani, resi schiavi dai conquistatori europei, chiedendo la promulgazione di leggi che garantissero libertà e uguaglianza di diritti con i bianchi. Per tale scopo rientrò in Spagna nel 1516. I suoi tentativi per ottenere un trattamento più umanitario per gli Indios andarono falliti; continuò allora la lotta attraverso la predicazione (nel 1531 si era fatto frate domenicano), alcuni scritti e un progetto di riforma (1542) che ottenne un grande successo poiché la Junta Magna di Valladolid, che emanava leggi per le Indie, redasse su tale proposta le “Nuove Leggi per le Indie” ratificate da Carlo V, con le quali venivano abolite le encomiendas. Allo stesso periodo appartiene la Brevísima relación de la destrucción de las Indias (pubblicata nel 1552). Nel 1544 fu nominato vescovo del Chiapas (Messico). Accusato ingiustamente di eresia, tornò in Spagna per sostenere le sue idee contro J. Ginés de Sepúlveda che affermava la naturale schiavitù degli indigeni americani. Lasciò una Historia de las Indias (postuma, 1875) e l'Apologética historia sumaria (postuma, 1909).

Bibliografia

M. Giménez Fernández, Bartolomé de las Casas, Siviglia, 1953-60; M. M. Martínez, Fray Bartolomé de las Casas: Padre de América, Madrid, 1958; M. Mahn Lot, Bartolomeo de Las Casas e i diritti degli indiani, Milano, 1985.

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