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Lovinescu, Horia

drammaturgo romeno (Fǎlticeni 1917-Bucarest 1983). Nipote del critico Eugen, è uno dei più rappresentativi esponenti della drammaturgia romena postbellica, con un'opera che affronta abilmente vari generi teatrali (dal dramma al dramma storico, alla commedia poliziesca). Dopo il debutto nel 1953, Lovinescu si impose con La cittadella infranta (1955), dramma di stampo ibseniano incentrato sulla crisi degli intellettuali nel dopoguerra, al momento del cambiamento di regime. Esso rientra in un filone, di cui fa parte una lunga serie di lavori come Le sorelle Boga (1958) e Febbre (1961), tutti costruiti sull'idea che l'individuo può realizzarsi solo attraverso un impegno utile alla comunità. Accanto a questo, Lovinescu coltivò anche un teatro di carattere simbolico, che si inserisce nel solco del “teatro di idee” teorizzato da C. Petrescu. Tra le altre opere: La morte di un artista (1964), Anch'io sono stato in Arcadia (1971), La notte delle ombre (1980).

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