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Mìlis

comune in provincia di Oristano (21 km), 72 m s.m., 18,71 km², 1670 ab. (milesi), patrono: san Sebastiano (20 gennaio).

Centro situato sulla riva destra del rio di Mare Foghe, presso le pendici meridionali del monte Ferru. Ritrovamenti archeologici attestano la presenza nel territorio di insediamenti nuragici e della sede di una guarnigione romana. Dal sec. XI fu capoluogo della curatoria del Campidano Milis, compresa nel Giudicato d'Arborea. Durante la dominazione spagnola e il primo periodo piemontese fece parte del patrimonio regio, quindi (1767) fu concesso dai Savoia ai Flores Nuna, marchesi d'Arcais, che lo tennero fino al 1839.§ Testimonianza dell'architettura medievale è la bella chiesa romanica di San Paolo (sec. XII-XIII) con facciata in arenaria e trachite, dove sono custoditi tre dipinti cinquecenteschi di maestri catalani, che rappresentano Episodi della vita di san Paolo, la Crocifissione e la Madonna col Bambino. La parrocchiale di San Sebastiano conserva poche tracce dell'originaria struttura gotico-aragonese del Quattrocento; di fronte sorge il settecentesco palazzo Boyl, restaurato. Nei dintorni è la chiesa campestre di San Pietro del sec. XIII.§ L'economia si basa in prevalenza sull'agricoltura, che produce cereali, ortaggi (soprattutto carciofi e pomodori), agrumi, olive, uva e barbabietole da zucchero, e sull'allevamento di ovini, caprini e bovini, cui si affiancano aziende olearie ed enologiche, edili e di materiali da costruzione.

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