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Maccabèi, libri dei-

libri deuterocanonici dell'Antico Testamento. Assenti dalla Bibbia ebraica, si trovano invece nel testo greco dei Settanta e sulla sua scorta passarono alla Chiesa cristiana. Due libri sono deuterocanonici, un terzo si trova nella raccolta alessandrina senza essere accettato nel canone, un quarto è pseudoepigrafico. Il libro I narra le origini della persecuzione antiebraica di Antioco IV Epifane (175-164 a. C.) e l'insurrezione sotto il sacerdote Mattatia; prosegue con le varie campagne degli Asmonei fino alla liberazione completa e al riconoscimento da parte di Roma dello Stato ebraico. Il 25 dicembre 165 a. C. il Tempio di Gerusalemme, profanato da Antioco, poté essere riconsacrato. Il libro è favorevole ai Romani, per cui dev'essere stato scritto prima della conquista da parte di Pompeo nel 63 a. C. Il valore storico dell'opera viene generalmente accettato; il testo greco rivela le sue origini semitiche, per cui appare tradotto da un archetipo ebraico o aramaico. Il libro II è in parte parallelo al I, al quale aggiunge notizie inedite. Il suo valore storico è inferiore, avendo come scopo principale l'edificazione del proprio uditorio. Il passo 12, 43 e seguenti, con l'accenno alle preghiere e ai sacrifici per i defunti vuol mettere in evidenza la fede nella risurrezione. Il libro III non riguarda i Maccabei, ma narra episodi del mondo ellenistico orientale, specialmente egiziano. Il libro IV non ha nulla a che fare né coi Maccabei, né col mondo ellenistico orientale, ma è semplicemente un trattato sul primato della ragione sopra le passioni.