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Manoppèllo

comune in provincia di Pescara (30 km), 257 m s.m., 39,48 km², 5637 ab. (manoppellesi), patrono: santi Pancrazio, Rocco e Nicola (terza domenica di maggio).

Centro posto sulle rive del torrente Alba, alle pendici settentrionali della Maiella, nel cui parco nazionale è compreso. Fondato nel sec. VIII appartenne all'abbazia di Montecassino, fu feudo di Luigi di Savoia, degli Orsini (sotto i quali ebbe il privilegio di battere moneta) e poi dei Colonna; ribellatosi nel 1420 a Giovanna II, fu assalito da Braccio da Montone (1423). Nel 1984 ha gravemente risentito degli effetti del terremoto della valle del fiume Sangro.§ La parrocchiale barocca di San Nicola, eretta su un edificio medievale, ha un portale romanico con due leoni stilofori. Presso l'abitato è il secentesco santuario del Volto Santo, dove si conservano un'immagine di Cristo dipinta su seta, esposta in una teca d'oro e pietre preziose, e una statua duecentesca in terracotta della Madonna della Neve.§ L'industria opera nei settori metalmeccanico (macchine, valvole, pompe, molle, utensili), alimentare, dell'abbigliamento, delle materie plastiche e dei materiali da costruzione. Rilevanti sono l'agricoltura (vite, olivo, cereali, frutta e ortaggi), l'allevamento (bovini e suini) e il turismo di villeggiatura estiva.§ Nei dintorni della frazione Manoppello Scalo la chiesa di Santa Maria Arabona (1208) è la più antica chiesa cistercense della regione. L'edificio, restaurato nel 1952, è maestoso sia all'esterno, con l'abside rettangolare aperta da un grande rosone e da monofore, sia all'interno, diviso da pilastri in tre navate: notevoli un tabernacolo, il candelabro del cero pasquale e affreschi del sec. XVI.

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