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Marìa (regina di Scozia,1542-1587)

Stuart, regina di Scozia (Linlithgow 1542-Fotheringhay 1587). Figlia di Giacomo V e di Maria di Lorena, proclamata regina appena nata, crebbe alla corte di Francia educata alla religione cattolica. Nel 1558 sposò Francesco, Delfino di Francia, nello stesso anno in cui saliva al trono d'Inghilterra Elisabetta la grande. Vedova nel 1560, Maria si recò in Scozia per esercitare i suoi diritti, confidando nell'appoggio dei nobili protestanti. Agli inizi del regno attuò una politica di tolleranza religiosa all'insegna della moderazione. Nel 1565 sposò il cugino lord Darnley, capo dei cattolici scozzesi, il quale, alleatosi spregiudicatamente ai protestanti, non esitò a far parte d'un complotto che causò la morte di David Rizzio (1566), segretario particolare della regina. Maria si rifugiò nel castello di Dunbar per far fronte agli avversari e predisporre il suo incontrastato ritorno a Edimburgo, accompagnata da Bothwell che da quel momento fu il suo esclusivo consigliere. Nel 1567 lo stesso Bothwell, tre mesi dopo aver fatto assassinare lord Darnley, sposò la sovrana suscitando l'indignazione dei nobili cattolici e protestanti. Lo sdegno si mutò in aperta rivolta e Maria affidò la resistenza a un debole esercito, sconfitto nel maggio 1568 a Langside. Dopo aver abdicato in favore del figlio (il futuro Giacomo VI di Scozia, I d'Inghilterra) nato dall'unione con Darnley, Maria riparò in Inghilterra, presso Elisabetta, da cui fu sottoposta a strettissima vigilanza. Dal canto suo Maria continuava a ordire ogni sorta di trame legandosi ora agli Spagnoli ora ai Guisa, finché, coinvolta nella congiura organizzata da Antony Babington, che avrebbe dovuto portare alla soppressione di Elisabetta, fu condotta davanti al tribunale della regina d'Inghilterra e condannata a morte per tradimento (ottobre 1586). Venne decapitata quattro mesi dopo. § Alle drammatiche vicende della regina di Scozia si sono ispirate numerose opere di teatro (vedi Maria Stuarda).

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