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Melilla

città dell'Africa nordoccidentale di sovranità spagnola, 13 km², 30 m s.m., 65.488 ab. (stima 2005).

Enclave spagnola, nel Marocco, dipendente da Málaga. Situata sulla costa orientale della penisola di Capo Trois Fourches (in spagnolo, Tres Forcas), in rilevante posizione strategica, è un importante porto militare, commerciale (esportazione dei minerali di ferro estratti dal Rif) e peschereccio, sede di industrie alimentari e cantieristiche. § Probabilmente corrispondente alla Rusaddir dei Fenici, fu unita dai Romani alla Mauretania Tingitana. Attaccata dai Vandali, divenne poi, sotto i Visigoti, sede episcopale. Occupata dagli Arabi (sec. VIII) che la chiamarono Malīla, fortificata nel sec. X, nel 1496 fu conquistata dagli Spagnoli e nel 1556, dopo essere appartenuta ai duchi di Medina Sidonia, passò alla corona spagnola. Più volte attaccata da tribù berbere del Rif (1687, 1694, 1696, 1715-27, 1774-75), nel sec. XIX, quando le potenze europee dettero inizio alla spartizione dell'Africa, divenne con Ceuta base della penetrazione spagnola in Marocco. Capitale di una delle tre regioni militari in cui fu diviso il protettorato spagnolo stabilito nel 1912 sul Marocco, fu attaccata da Muḥammad ibn ʽAbd al-Karīm al-Haṭṭābī (ʽAbd al-Krīm) che fu sul punto di conquistarla. Nel 1936 fu una delle prime piazzeforti che si sollevarono contro il governo repubblicano. Dopo l'indipendenza del Marocco (1956) ebbe lo statuto di territorio di sovranità spagnola (Plaza de soberanía en el Norte de Africa).§ Vi si svolge ogni anno un Festival internazionale della cultura, con l'obiettivo di favorire l'integrazione e l'incontro fra culture diverse.

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