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Meroë

antica città egizia sulla riva destra del Nilo (la Barua dei Greci), oggi nel Sudan, 200 km a NE della capitale Khartoum. Meroë dette il nome a un regno sorto in seguito al trasferimento in essa di sovrani del regno di Napata. Ciò sarebbe avvenuto a opera del re Anspelta nel 591 a. C.; forse da oltre un secolo prima, pare a opera di Assiri, che avrebbero sfruttato i ricchi giacimenti ferrosi e carboniferi esistenti nella regione, era stata introdotta a Meroë la metallurgia del ferro che, secondo una teoria largamente accolta, sarebbe poi stata da qui diffusa verso l'intera Africa subsahariana. Da Meroë inoltre si sarebbero diffusi alcuni principi fondamentali dello Stato egiziano faraonico: per esempio la struttura monarchica dei vari regimi sorti nel mondo neroafricano e dell'origine divina dei re. Ad Anspelta (m. 568 a. C.) sarebbero succeduti, sino al 315, diciassette re, dei quali solo l'ultimo, Nastasen, è degno di menzione per avere esteso la sovranità di Meroë nel territorio di Aloa o Alwa (odierna regione di Khartoum). Tra il 315 a. C. e il 23 d. C. si succedettero venti sovrani tra re e regine (candace). Contro una di queste ultime si svolse verso il 23 d. C. una spedizione del viceprefetto romano in Egitto che rase al suolo Napata ma non poté, per il caldo, raggiungere Meroë. Dopo questi fatti le vicende di Meroë sono piuttosto oscure. Alcuni autori classici hanno tramandato, ma in termini discordanti, la notizia di una spedizione inviata da Nerone nel 60, non si sa se a scopo esplorativo o a scopo militare. In circa tre secoli si succedettero oltre venti re, ma di loro si sa ben poco, sembra tuttavia certo che le vicende di Meroë divenissero strettamente legate a quelle dell'Egitto, specie a partire dalla seconda metà del sec. III, allorché sopravvennero crisi politiche ed economiche. Non è sicura neanche la data della fine del regno, anche se la più probabile appare il 350, quando una spedizione del grande re axumita Ezānā distrusse la capitale. La famiglia reale si sarebbe rifugiata, secondo un'ipotesi, prima nel Kordofan, quindi nel Darfur. § Oltre ai resti di un tempio di Ammone e di un santuario a terrazze di un dio solare, restano di Meroë alcuni edifici pubblici di età ellenistica, tra cui le ricche terme regie, ornate di statue. La necropoli ha tombe a piramide con cella funeraria. Da Meroë proviene un ritratto in bronzo di Ottaviano Augusto giovane (Londra, British Museum). La zona archeologica è stata promossa dall'UNESCO come patrimonio artistico dell'umanità, nel 2011.

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