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Mesagne

comune in provincia di Brindisi (15 km), 72 m s.m., 122,35 km², 27.587 ab. (mesagnesi), patrono: Madonna del Carmine (16 luglio).

Cittadina situata al margine settentrionale del Tavoliere di Lecce. Sul borgo medievale, posto al centro dell'abitato, si impernia la parte moderna, sviluppatasi in tutte le direzioni con planimetria regolare. Fu importante centro messapico (Messapia o Messania) e poi vicus di Brindisi. Fortificata nel Medioevo, fu distrutta nel 1256 dai Saraceni al servizio di Manfredi, che due anni dopo la ricostruì. Feudo nel 1430 del principe di Taranto, nel 1463 passò agli Albrizzi. Inviò milizie contro i Turchi che assediavano Otranto (1480) e subì distruzioni durante la guerra franco-spagnola. Nel sec. XVIII venne infeudata ai Beretta e poi ai Caracciolo di Castagneto.§ Nel borgo medievale è il castello, eretto intorno al Mille, ricostruito nel 1256 e più volte modificato; è sede del Museo Archeologico Comunale “Ugo Granafei”, che custodisce un'interessante collezione epigrafica e corredi funerari delle necropoli messapiche. La chiesa del Carmine (1305 e in seguito rimaneggiata) conserva ricchi altari barocchi e una tela, restaurata, della Madonna del Carmelo di Francesco Palvisino. La chiesa madre, dedicata a tutti i Santi e ricostruita nel 1653 su una costruzione gotica, ha una movimentata facciata barocca, con nicchie e statue: all'interno sono una Madonna col Bambino di Giuseppe Bonito e, nella cripta, un crocifisso ligneo del sec. XVI. Del Seicento è l'ex convento dei Celestini, sede municipale. Accanto sorge la chiesa barocca di Santa Maria in Betlemme, ricostruita nel 1738 su un edificio del sec. XVI: conserva un paliotto intarsiato in marmo e madreperla.§ L'industria, molto attiva, opera soprattutto nei settori conserviero (pomodori e carciofi), enologico (brindisi e aleatico di Puglia DOC), oleario, dell'abbigliamento e della lavorazione del ferro e del legno. Una ricca produzione di ortaggi e frutta alimenta un fiorente commercio.

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