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Montedòro

comune in provincia di Caltanissetta (31 km), 450 m s.m., 14,14 km², 1780 ab. (montedoresi), patrono: san Giuseppe (prima domenica di agosto).

Centro posto nella regione collinare racchiusa tra i fiumi Platani e Imera Meridionale presso la sponda sinistra del fiume Gallo d'Oro. Fondato nel 1635 nel feudo di Balatazza da don Diego Aragona Tagliavia Cortes, duca di Terranova, fu poi popolato a opera dei Pignatelli con coloni provenienti da Racalmuto, Serradifalco e altri centri vicini, e a questa famiglia appartenne fino al 1812. § L'abitato presenta uno schema viario regolare a scacchiera. La chiesa madre, edificata nel periodo della fondazione del borgo, fu ampliata nel sec. XVIII e presenta una facciata in stile gotico-rinascimentale; dell'originaria costruzione restano quattro statue in cotto. § L'economia è basata sull'agricoltura (cereali, olive, uva, mandorle, frutta e ortaggi) e sull'allevamento ovino, caprino, bovino ed equino. L'industria opera nel settore della trasformazione dei prodotti agricoli. Sono in funzione alcune cave di pietra.