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Mulisch, Harry

scrittore olandese (Haarlem 1927). La confluenza di simbolismo, mitologia e analisi della realtà conferisce unità formale alla sua opera, che spazia dalla narrativa alla poesia alla saggistica. Redattore di svariate riviste (Podium, Randstad, De gids), ha debuttato nel 1952 col racconto Tra martello e incudine, seguito nello stesso anno dal romanzo Archibald Strohalm. Nel 1959, con Il talamo di pietra, si chiude il primo periodo della scrittura, sperimentale e sospesa tra realtà e mito, di Mulisch, e si apre, con un'analisi del processo al criminale di guerra Eichmann (L'affare 40/61), il secondo periodo, definito dall'autore stesso “cronaca del tempo”. Con Paralipomena Orphica (1970) e ancor più con Il narratore (1971), Mulisch ritorna alla finzione, chiudendo con la prosa sperimentale in Due donne (1975). Tra le altre opere ricordiamo il saggio La composizione del mondo (1980) e il romanzo di guerra L'attentato (1982). Di rilievo è il romanzo Hoogste Tijd (1985) la storia narrata con sottile ironia di un “commediante” olandese che, alla fine della guerra, intraprende un viaggio attraverso tutta l'Europa mosso dal rimorso di aver lavorato come entertainer per gli occupanti tedeschi. Nel 1992 ha pubblicato il romanzo La scoperta del cielo – considerato il suo capolavoro – e, nel 1995, sono usciti i romanzi Autoritratto con turbante e Il letto da sposa di pietra.Nel 2003 ha pubblicato Siegfried.