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Myricae

la prima raccolta di liriche di G. Pascoli, pubblicate in un primo gruppo di 21 poesie nel 1891 e poi nell'edizione definitiva del 1903, ma comprendente liriche scritte fra il 1880 e il 1890 e già comparse in varie riviste (Cronaca bizantina, Vita Nova, Marzocco, ecc.). Il titolo è tratto da un verso dell'egloga IV di Virgilio e allude discretamente al tono tra elegiaco e agreste delle liriche stesse. Soprattutto fu il linguaggio scelto da Pascoli per fissare quel mondo di paesaggi e di frammentarie impressioni, senza peraltro ricadere nell'idillico e nel descrittivo, a farne un libro completamente nuovo nella storia della nostra letteratura, che dimostrava l'atteggiamento antiletterario dell'autore e il suo istintivo decadentismo.