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Nagasaki, Scuòla di-

scuola di pittura fiorita in Giappone nel sec. XVIII. La diversa valutazione storica dello svolgimento dell'arte nipponica dal sec. XVI al sec. XIX divide l'ottica occidentale da quella giapponese sul preciso significato da attribuire alla denominazione di tale scuola. Con questo termine infatti gli storici d'arte occidentali si riferiscono all'introduzione dello stile occidentale in Giappone nel sec. XVI e alle forme d'arte nuove che esso suscitò nel periodo Momoyama, mentre gli studiosi giapponesi, che definiscono lo stile occidentale con il termine Namban, cioè arte dei barbari del Sud, intendono più precisamente quella convergenza di interessi per la pittura cinese, introdotta nella città di Nagasaki da vari artisti cinesi, ivi operanti nel corso del sec. XVIII, che costituì punto di richiamo per numerosi pittori giapponesi. Tuttavia non furono molti i rappresentanti più convinti di questa scuola ispirata alla raffinatezza e alle tendenze realistiche della pittura cinese; i maggiori furono Ido Kōryō (Kyūjo), Maruyama Masakata (Sessai), Kusomoto Shiseki (Sö-Shiseki), Kusomoto Hakkei (Shizan), Saeki Masaaki (Ganku). Dalla scuola di Nagasaki scaturirono altre tendenze, i cui esiti furono espressi dalla scuola Nan-p'in (sensibile al realismo della pittura cinese di fiori e uccelli delle dinastie Ming e Ch'ing) e nelle successive conseguenze, ricche di sviluppi, della scuola Nanga e dello stile di Ōkyo Maruayma.

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