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Nagasaki (città)

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Generalità

Città (432.759 ab. nel 1997) del Giappone, capoluogo della prefettura omonima, 150 km a SW di Kitakyūshū, cui è collegata per ferrovia. Situata nel settore occidentale dell'isola di Kyūshū, sull'omonima baia aperta sul Mar Cinese Orientale, la città si è notevolmente sviluppata dopo la II guerra mondiale ed è divenuta un attivo porto commerciale e peschereccio, sede di industrie conserviere, tessili, chimiche, petrolchimiche, meccaniche, elettrotecniche, del cemento, del vetro e delle ceramiche, e di imponenti cantieri navali, dotati di bacini di carenaggio tra i maggiori del mondo. Università (1949). Aeroporto.

Storia

Centro di scambi e di commerci con l'Occidente fin dal sec. XVI (i primi a giungervi furono i Portoghesi nel 1545), Nagasaki sentì l'influenza occidentale soprattutto in campo religioso, dopo che Francesco Saverio introdusse il cristianesimo nel 1519. Vi crebbe una fiorente comunità cristiana, che tuttavia dovette in seguito subire dure persecuzioni. Dal 1639, quando il Giappone fu chiuso al mondo esterno, Nagasaki rimase l'unico punto di contatto con l'estero attraverso la comunità olandese relegata sull'isoletta di Deshima nel porto della città. Nel sec. XVIII nella città fiorì un'importante scuola di pittura, conosciuta come scuola di Nagasaki, che richiamò numerosi pittori giapponesi dell'epoca. Nagasaki fu una delle prime città a essere riaperta al commercio estero in seguito al trattato stipulato con gli USA a Kanagawa. Il 9 agosto 1945, alle 12,01 ora locale, fu lanciata su Nagasaki, da una superfortezza volante americana, la seconda bomba atomica. Per la sua conformazione collinare la città (distrutta al 40%) subì meno danni di Hiroshima, ma 40.000 abitanti (1/6 dell'intera popolazione locale) rimasero uccisi.