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Kamakura

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Generalità

Città (167.661 ab. nel 1997) del Giappone, nella prefettura di Kanagawa (isola di Honshū), 15 km a SSW di Yokohama, sulla baia di Sagami. Centro turistico e residenziale con attrezzature balneari. Museo di arte moderna. § Da Kamakura, scelta come capitale del governo militare (bakufu) instaurato da Minamoto no Yoritomo, ha preso nome un periodo (1185-1333) della storia e dell'arte giapponese. Ponendo fine al sofisticato periodo di Heian (794-1185) e all'egemonia della famiglia Fujiwara presso la corte di Kyōto, la vittoria dei Minamoto sui rivali Taira a Dan no Ura provocò un radicale cambiamento nella società giapponese. Yoritomo volle infatti tenere staccato il suo governo dall'ambiente di corte e con la scelta di Kamakura a sua sede sottolineò la preminenza dei clan militari delle regioni orientali.

Arte

L'arte di questo periodo reca i segni dell'incontro tra l'etica severa della casta guerriera (massima espressione dell'ambiente feudale) e i principi del buddhismo zen (ch'ang), dottrina che ben si adattava al temperamento dei samurai per il formalismo tecnico di meditazione che rifuggiva dai complessi rituali delle sette esoteriche e rifiutava il culto delle immagini. Dalla convivenza di queste due forze uscì un'arte impregnata di realismo, espressa soprattutto nella scultura e nella pittura di ritratti. A completare il quadro culturale di questo periodo interferì non poco l'oscillazione dell'equilibrio che regolava i rapporti politici tra il governo militare di Kamakura e quello della corte imperiale a Kyōto. Quando questo equilibrio politico, sociale e culturale fu infranto a favore di Kamakura, ogni iniziativa e manifestazione culturale assunse un preciso orientamento. La stessa Kamakura si trasformò da piccolo centro in un'importante città, ricca di architetture civili e religiose, secondo i nuovi stili introdotti dalla Cina Sung, quello detto “indiano” (tenijuku-yō) e quello detto karayō, o stile cinese (rispettivamente documentati nel Nandaimon del Todai-ji di Narae nell'Engaku-ji di Kamakura). L'antica architettura civile, secondo lo stile (shinden-zukuri) adottato dall'aristocrazia, seguì un graduale processo di impoverimento, limitandosi al solo edificio principale (shinden). A prescindere da alcuni orientamenti troppo vistosamente impregnati di ideologie politiche o religiose, il clima culturale di questo periodo esercitò un'azione vitale nello sviluppo dell'arte giapponese. Se nella scultura vi fu un ritorno allo stile realistico del periodo Nara, nella pittura si sviluppò il genere del ritratto. Fu di moda non soltanto la ritrattistica dedicata alle grandi personalità religiose, ma anche quella degli uomini politici (ritratto di Minamoto no Yoritomo, di Fujiwara Takanobu, nel Jingo-ji di Kyōto), riprodotti secondo un'immagine idealizzata e innalzata a simbolo mediante un'originale stilizzazione geometrica della forma. La pittura praticata dagli artisti a servizio della nobiltà continuò secondo i caratteri dello stile Yamato-e che si erano definiti nel periodo Heian. E fu questa una pittura di racconto adatta per rotoli (temi religiosi, di vicende guerresche, di letteratura varia, di trattazione biografica di grandi personalità ecclesiastiche o monografica sull'origine dei principali santuari). Tale fu il risveglio nelle arti figurative che anche lo shintoismo, di tradizione aniconica, sentì l'esigenza di immagini cultuali. Uno dei più interessanti dipinti scaturiti dalla concezione shinto è la famosa Cascata di Nachi. Agli sviluppi della pittura religiosa contribuirono le varie sette manifestatesi nell'ambito del buddhismo (Jōdō, Tendai, Shingon). Sorsero così nuovi generi e fiorirono nel contempo nuovi stili adatti a rappresentare i paradisi infiniti di Amida (raigō-zu) e le terrifiche scene di purgatori e inferni (rokudō-e). Il periodo Kamakura segnò anche l'incremento delle arti minori, specie nella produzione della ceramica e delle armi e armature (in quest'epoca si definirono alcuni tipi di armi e di armature della cavalleria e della fanteria).