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Nippùr

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Generalità

(sumerico Nibru; accadico Nippur). Antica città della Mesopotamia le cui rovine si trovano presso l'odierno villaggio di Niffar, 30 km a NE di Diwaniya (Iraq). Principale centro religioso e culturale sumerico, dedicata a Enlil, non fu mai sede di una dinastia regnante (è pura ipotesi che sia stato centro di un'“anfizionia” delle città sumeriche in età proto-dinastica), anche se ogni re mesopotamico ambiva ad assicurarsene il controllo, che gli dava legittimità universale (col titolo di “re del Paese”). In età paleobabilonese cedette la preminenza religiosa e culturale a Babilonia, e subì una distruzione (ricostruzione di Išmē-Dagan, ca. 1900 a. C.). Rimase centro notevole fino in età persiana (quando era sede della “banca dei Murašū”) e ancora in età partica.

Arte

Nella città sacra, che si sa un tempo circondata da mura e canali, è stato in parte scavato il grande tempio di Enlil (con la ziqqurat e vari ambienti per le attività dei sacerdoti) e il tempio di Inanna, dea della guerra e dell'amore, anch'esso più volte ricostruito. I quartieri della città laica e commerciale erano a ovest del fiume. Dalla cosiddetta Biblioteca del Tempio e da altre aree vengono decine di migliaia di tavolette cuneiformi di eccezionale interesse per la conoscenza della civiltà mesopotamica dal periodo sumerico all'occupazione persiana. Decaduta e poi abbandonata in età ellenistica, Nippur ebbe una ripresa con i Parti, che trasformarono i due templi ed eressero altri edifici.

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