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Mari (antica città)

antica città sul medio Eufrate, odierna Tell Harīrī (in Siria, presso il confine iracheno). Fondata forse da coloni del sud sumerico, città importante in età protodinastica (ca. 3000-2500 a. C.), Mari compare nella lista reale sumerica come sede di una dinastia postdiluviana. Gli scavi hanno posto in luce palazzi, santuari, statue e oggetti preziosi di quest'epoca, tra cui il cosiddetto tesoro di Ur. Come tutta la Mesopotamia, Mari cadde in potere di Sargon di Akkad (ca. 2350) e poi di Narām-Sîn, che ne fecero la base per l'espansione in Siria. Sotto la III dinastia di Ur (ca. 2112-2004) Mari era governata da Šakkanakku locali, assai potenti. Crollato l'impero di Ur sotto la pressione degli Amorrei, la città (che si trovava proprio sul punto chiave del flusso amorreo) divenne un importante regno autonomo. La dinastia locale culminò con Yahdun-Līm (ca. 1810-1800) che ai centri cittadini di Mari e Terqa unì la tribù dei Hanei e si espanse a nord e a ovest. Il suo erede Zimri-Līm fu spodestato dal re assiro Shamshi-Adad I, che pose sul trono di Mari suo figlio Yasmah-Addu (ca. 1800-1780) e inserì la città nell'impero assiro. Alla morte di Shamshi-Adad I l'impero crollò e Zimri-Līm (aiutato da Yarīm-Līm di Aleppo) recuperò il trono. Riuscì a mantenersi a lungo (1778-1757) in una situazione internazionale difficile, finché Hammurabi conquistò Mari (1759) e poi la distrusse (1757). La repentina distruzione ha permesso la conservazione degli archivi quasi intatti (oltre 10.000 documenti): se ne ricava il quadro diplomatico e militare dell'epoca, il commercio tra Siria e Mesopotamia, i difficili rapporti tra tribù nomadi e Stati cittadini, il contatto tra Amorrei e Accadi. § Al cosiddetto periodo dei re di Mari (sec. XXI-XVIII a. C.) risalgono i templi di Ishtar, Ninhursag, Šamaš, Dagan e il fastoso palazzo del re Zimri-Līm. L'edificio, in mattoni crudi, era decorato all'interno con pitture a tempera piuttosto rigide e convenzionali nelle raffigurazioni ufficiali, ma più vivaci nei particolari secondari a soggetto naturalistico. Dal palazzo provengono inoltre ca. 20.000 tavolette con iscrizioni cuneiformi.