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ziqqurat

sf. babilonese. Torre templare nella cultura mesopotamica. Era un edificio a base quadrangolare che si elevava per terrazze digradanti, fino ad accogliere sull'ultima terrazza un tempio o cella templare residenza di un dio. Era un edificio maestoso: in Babele la ziqqurat che sorreggeva il tempio di Marduk (Esagila) aveva una base quadrata di 90 m per lato ed era alta pure 90 m. La ziqqurat meglio conservata è quella della città di Ur: affiorante ancora per 20 m dal suolo con una base di 62,50 m per 43. La ziqqurat è di origine sumerica e costituisce il modello di quella che sarà la piramide egiziana. La sua funzione era di fornire al dio la sua “casa terrestre” in corrispondenza a quella che aveva in cielo. L'ideale sarebbe stato di fissare su una montagna la residenza del dio (ossia in un luogo terrestre più vicino possibile al luogo celeste); ma in mancanza di montagne nella regione, si supplì con le ziqqurat, vere colline artificiali. Del resto “tempio” in sumero si dice ekurru, ossia “casa di montagna”.

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