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Enlil

divinità del pantheon mesopotamico: col padre Anu e col figlio Ea-Enki, costituiva la triade cosmica. Teologicamente nella triade occupava il secondo posto, ma di fatto era il detentore della sovranità, esercitando il governo attivo del mondo. Ogni re riceveva l'investitura da Enlil, per l'intercessione della divinità protettrice della sua città. Un grandioso atto cosmogonico fonda il potere di Enlil: la separazione del Cielo dalla Terra, che permette lo svolgersi della vita e delle attività umane. Enlil separò il Cielo (dove venne relegato Anu) e la Terra (donata alla dea degli Inferi, Ereshkigal), e s'inserì nel mezzo come dominatore. La sua sede è l'“atmosfera” e il suo nome significherebbe “Signore Vento”. Dall'alto domina gli eventi: è il signore dei destini e l'inflessibile reggitore dell'ordine. Punisce ogni trasgressione irretendo i colpevoli. Con il diluvio punisce l'umanità tutta, quando crede che non segua l'ordine da lui stabilito. Enlil ha insegnato all'uomo come vivere civilmente sulla Terra, donandogli la zappa come simbolo dell'attività umana (sia agricola sia edificatoria). La sua sposa è Ninlil (femminile di Enlil), assimilata in seguito a Ishtar; gli si attribuiva come paredra anche Ninkursag (Signora della Montagna). Dalla “montagna” (emblema della dominazione dall'alto) prendeva nome anche il suo tempio principale che aveva sede a Nippur: l'Ekur o “Casa della Montagna”.

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