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Nuòva Caledònia

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Generalità

Isola (16.117 km²) dell'Oceano Pacifico sud-occidentale, 1500 km a E delle coste orientali dell'Australia; con le sue dipendenze (isola dei Pini , isole della Lealtà, isole Walpole, Bélep, Surprise, Huon e Chesterfield) forma un Territorio d'Oltremare (19.058 km²; 234.000ab. secondo una stima del 2005; capoluogo Nouméa) della Francia, amministrato da un Alto Commissario per conto del governo francese e rappresentato con due seggi all'Assemblea Nazionale francese e un seggio al Senato. In base a un accordo stipulato con la Francia (1989), il Paese è diviso in 3 province: Nord, Sud e isole della Lealtà , ciascuna governata da un'Assemblea Provinciale, eletta a suffragio universale per sei anni. I membri delle 3 Assemblee costituiscono il Congresso Territoriale: ciascuno di questi organismi elegge inoltre un presidente che coadiuva l'Alto Commissario. Un referendum tenutosi alla fine del 1998 ha sancito l'approvazione di uno statuto che garantisce alla Nuova Caledonia una maggiore autonomia e apre la strada all'indipendenza. La densità della popolazione è di 12 ab./km². Religione più diffusa è la cattolica; lingua ufficiale è il francese. Unità monetaria è il franco delle Comunità Francesi del Pacifico (franco CFP). In francese, Nouvelle-Calédonie.

Geografia fisica, umana ed economica

L'isola di Nuova Caledonia si allunga con direzione NW-SE per 400 km; è montuosa e culmina a 1628 m nel monte Panié (altra cima elevata è il monte Humboldt, 1618 m). Le coste, caratterizzate da profonde insenature, sono orlate da una lunga barriera corallina. La popolazione è costituita per il 45% da Melanesiani, ma discreta è anche la presenza europea (35%). Esistono poi numerose altre minoranze straniere, richiamate soprattutto dalla domanda di manodopera: Vietnamiti, stanziati specialmente a Nouméa, Indonesiani, Polinesiani, ecc. Risorsa economica tradizionale è l'agricoltura di sussistenza, ma non mancano piantagioni, in parte gestite dalle comunità indigene, di cui il caffè è il prodotto principale; se ne producono quantità non elevate, ma la qualità è ottima. Altre componenti del settore primario sono il legname (ma lo sfruttamento forestale si fa sempre più difficile) e l'allevamento bovino. Tuttavia maggiore rilievo hanno le risorse del sottosuolo, ricchissimo di nichel, cromite, ferro, manganese, cobalto, ecc. Il nichel, per la cui produzione la Nuova Caledonia è ai primissimi posti nella graduatoria mondiale viene estratto a cielo aperto dalle miniere di Thio, sulla costa orientale, e a Pin-Pin su quella occidentale, e in parte viene lavorato localmente. Le esportazioni, dopo un periodo di crisi nella prima metà degli anni Novanta del sec. XX, sono in espansione. La Nuova Caledonia ha un apparato industriale modesto e consiste, oltre che nella raffinazione dei minerali di nichel, in segherie, zuccherifici, cementifici e impianti per la lavorazione della carne. Buona parte di queste industrie sono concentrate a Nouméa, Yaté Village e Doniambo. Il PNL nel 1999 era di 3.169.000.000 di dollari USA mentre quello pro capite era di 15.160 dollari USA

Storia

Scoperta nel 1774 da J. Cook; ma ampiamente esplorata nel 1792 da Entrecasteaux, l'isola fu annessa alla Francia, per decreto di Napoleone III nel 1853 a seguito di pressioni esercitate da missionari cattolici francesi, stabilitisi colà dieci anni prima, e dal rapporto del comandante della nave inviata a fare una ricognizione, che ne mise in evidenza la favorevole posizione strategica. Contemporaneamente fu occupata l'isola dei Pini. Successivamente furono unite alla colonia della Nuova Caledonia le isole della Lealtà, le Bélep, Walpole, Surprise ed Huon nonché, nel 1878, le Chesterfield. Dichiarata stabilimento penale nel 1864, la Nuova Caledonia ospitò, oltre ai normali forzati, da 3 a 4000 detenuti politici inviativi dal governo repubblicano sorto nel 1870. I tentativi di colonizzazione fatti da costoro non dettero risultati positivi, anzi provocarono nel 1878 una rivolta da parte degli indigeni (i cosiddetti Canachi). La fortuna della Nuova Caledonia è dipesa dalla scoperta delle miniere di nichel. Nel 1884 fu nominato un governatore civile con sede a Nouméa e nel 1898 fu chiuso lo stabilimento penale. In occasione del referendum indetto da de Gaulle nel 1958, la Nuova Caledonia votò in favore del mantenimento dello status di Territorio d'Oltremare, rappresentato al Parlamento francese da due deputati e da un senatore. Nel Territorio si è sviluppato un movimento favorevole all'indipendenza, ma sempre nel quadro di un'unione con la Francia confermata, pur tra la contestazione di gran parte della popolazione autoctona, da un altro referendum (1987). Gli accordi siglati l'anno successivo con il governo di Parigi hanno portato, nel 1998, alla nuova consultazione popolare che ha visto la netta prevalenza del fronte favorevole all'autonomia, aprendo la strada all'indipendenza.

Arte

Nelle manifestazioni artistiche della Nuova Caledonia prevalgono le raffigurazioni plastiche degli antenati con funzione magica e protettiva, e la decorazione di elementi architettonici con motivi antropomorfi del medesimo significato. Stilisticamente simili (la figura umana presenta naso a becco, occhi sporgenti e lingua protesa, simbolo di vita) sono le maschere usate in occasioni cerimoniali. La decorazione policroma si attiene solo al rosso e al nero. Da ricordare le tipiche asce-ostensorio con lama discoidale e i bambù pirografati, sulla cui superficie sono rappresentate scene della vita tradizionale, e in alcuni dei quali sono registrate le prime immagini, viste dagli indigeni, dei colonizzatori francesi, con valore documentario.