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Canachi

nome con il quale sono noti gli autoctoni della Nuova Caledonia, designati anche come Neocaledoni. I Canachi presentano il tipo fisico australomelanesoide con forti ibridazioni, fra le tribù costiere, col tipo polinesiano; dopo la metà del sec. XIX è andato aumentando il numero dei meticciamenti con asiatici e bianchi, tanto che i tipi puri sono ormai ridotti solo al 30%. Tratti caratteristici della struttura socio-culturale originaria erano: società egualitaria in cui la donna aveva un certo rilievo; tribù organizzate in clan patrilineari divisi in due fratrie esogamiche in cui era favorito, però, il matrimonio incrociato fra cugini; articolati culti animistici nei quali una posizione particolare assumevano le divinità-spirito e il culto degli antenati; erano ammessi il divorzio e la poliginia; economia basata sulla pesca e l'agricoltura anche di piantagione (copra); abitazioni costitutite da capanne lignee a pianta rettangolare con tetto a due spioventi, spesso sopraelevate su palafitte. Numerose le manifestazioni artistiche (statuine, maschere, tavole scolpite), improntate a uno stile massiccio caratterizzato da linee geometriche, in cui predomina la figura umana stilizzata o volutamente deformata. Le opere sono di norma prive di colore e rappresentano antenati totemici o spiriti. Molto originali sono le tavole scolpite (jovo) e le maschere in terracotta o di bambù, spesso interamente incise con scene di vita profana o rituale, le più recenti delle quali narrano dell'aggressione coloniale. Sottomessi dai Francesi a partire dal 1853, i Canachi resistettero per oltre un secolo al massiccio processo di acculturazione, decimati dalle malattie e dallo sfruttamento quali lavoratori nelle ricche miniere di nichel dell'isola. Già all'inizio del sec. XX oltre metà delle originarie tribù erano scomparse; le restanti furono costrette a vivere nelle zone più improduttive dell'isola. Dopo la fine della II guerra mondiale, l'introduzione di nuove leggi francesi garantì il diritto allo studio e l'assistenza sanitaria e limitò lo sfruttamento dei Canachi nelle miniere; a questo seguì una crescente urbanizzazione, soprattutto dei numerosi meticci, e la trasformazione degli insediamenti (case in muratura, campi coltivati deforestando ampie zone) anche nelle zone abitate dai gruppi legati alle antiche tradizioni. Il movimento indipendentista, pur rivendicando il diritto alla salvaguardia della cultura ancestrale, ha di fatto favorito un rapido processo di acculturazione di questo popolo ai costumi occidentali.