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Palma di Montechiaro

comune in provincia di Agrigento (27 km), 162 m s.m., 76,36 km², 21.563 ab. (palmesi), patrono: Madonna del Rosario (8 settembre).

Cittadina situata a breve distanza dalla foce del fiume Palma. L'abitato sorge in un territorio abitato già in epoca preistorica (sono stati rinvenuti reperti del Neolitico e dell'Età del Bronzo) e greca. Venne fondata nel 1637 da Carlo Tomasi di Lampedusa. § La chiesa madre di Santa Maria del Rosario, costruita nella seconda metà del Seicento su progetto di Angelo Italia, ha un'ampia facciata a due ordini chiusa fra due campanili gemelli e custodisce il sepolcro dell'astronomo Giovanni Battista Odierna (1597-1660), che contribuì allo studio dell'assetto urbanistico della città. Notevole anche il monastero benedettino, con facciata neoclassica. Il Palazzo Ducale conserva una pregevole serie di soffitti lignei. § L'agricoltura, particolarmente fiorente, offre agrumi, uva, olive, mandorle e foraggi. È praticata la pesca. L'industria opera nei settori alimentare, dei materiali da costruzione (calcestruzzo) e degli imballaggi. Una certa importanza ha il turismo (balneare e di villeggiatura estiva). § Su una rupe a dominio del mare sorge il castello di Montechiaro (sec. XIV), dalla planimetria irregolare e sviluppato intorno a un torrione merlato di forma quadrata. Il castello rimase di proprietà della famiglia dei Tomasi di Lampedusa fino al 1957, quando morì Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957), autore del Gattopardo, pubblicato postumo, in cui si ritrovano molti dei luoghi e ambienti del paese.