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Pazyryk

valle sulla riva destra del fiume Bolšaja Ulagan, nell'Altajsudorientale (Russia), dove sono state rinvenute da archeologi sovietici tombe a tumulo (kurgan) risalenti al periodo scitico della cultura siberiana dell'Altaj (sec. V a. C.). Delle varie sepolture di Pazyryk, cinque grandi tumuli costituiscono il complesso più importante per la ricchezza e varietà dei reperti. La conservazione di materiali estremamente deperibili come stoffe e tessuti di lana è stata possibile grazie all'acqua filtrata all'interno delle tombe trasformatasi presto in protettive pareti di ghiaccio. Il corredo funebre rinvenuto nelle camere sepolcrali, dove giacevano le spoglie mummificate di principi e di principesse nomadi, oltre a testimoniare il gusto e la qualità tecnica dell'artigianato locale, ha offerto una preziosa documentazione sulla rete di relazioni e di contatti esistenti nel I millennio a. C. tra le tribù siberiane dell'Altaj montano e le civiltà della Cina e dell'Iran. Vanto delle raccolte dell'Ermitage, dove questo materiale è conservato, è uno scialle in lana, proveniente dall'Iran achemenide, recante una fascia decorata a triangoli di colorazione alternata e raffigurazioni di leoni disposti in fila. Pure dall'Iran proviene quello che viene ritenuto il più antico esempio di tappeto, mentre originarie della Cina sono alcune sete. Motivo decorativo ricorrente nelle stoffe, nei finimenti in cuoio e in una raffinata fibula d'argento è l'immagine animalistica, tema principe dell'arte dei nomadi. § Nell'estate del 1993 è stata effettuata una eccezionale scoperta, quella di una tomba, perfettamente conservata, di una donna di aspetto giovanile. La donna, a giudicare dalle fattezze del sepolcro, dal corredo e dalla cerimonia funebre che aveva avuto luogo in occasione della sua sepoltura, doveva essere un personaggio di alto rango, forse una principessa. Come già era accaduto per altre sepolture, le infiltrazioni d'acqua piovana trasformate in ghiaccio dalle rigide temperature della zona hanno determinato condizioni di conservazione eccezionali e il corpo della donna si è presentato praticamente intatto, grazie al processo di mummificazione cui era andato soggetto, permettendo di rilevare una serie di tatuaggi. Confermando un'usanza attestata anche negli altri tumuli, accanto alla bara sono stati trovati resti di cibi e bevande – per la vita ultraterrena – e, in un angolo del sepolcro, scheletri di cavalli, in questo caso tre. Prima di giungere alla tomba della donna, gli archeologi hanno trovato una sepoltura molto più modesta, di un individuo di sesso maschile, anch'egli accompagnato da tre cavalli. In questo caso si tratta di una riutilizzazione del tumulo, avvenuta in un'epoca posteriore a quella della signora. Grazie all'eccezionale stato di conservazione è stata avviata una accurata campagna di analisi sulla mummia, finalizzata a determinarne con esattezza l'età, le caratteristiche somatiche e l'epoca in cui visse; dalle prime osservazioni la tomba può tuttavia essere datata al sec. V a. C.

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