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Pevsner, Anton

(Antoine), scultore e pittore francese di origine russa (Orël 1886-Parigi 1962). Compiuti gli studi artistici a Kijev e all'Accademia di Belle Arti di Pietroburgo (con particolare interesse per la pittura russa medievale), si trasferì a Parigi nel 1911 per approfondire la conoscenza del cubismo. Nel 1913 Pevsner dipinse il suo primo quadro astratto intitolato Forme astratte (New York, Museum of Modern Art), cui fecero seguito Testa di donna (1915), Assenzio (1916), Carnevale (1917), che risentono decisamente dell'esperienza cubista. Trascorsi gli anni d'inizio della prima guerra mondiale a Oslo, ritornò in Russia nel 1917, dove insegnò al Vchutemas (Istituto superiore d'arte e architettura) accanto a Kandinskij e a Malevič, con il quale condivise gli interessi sui problemi “della presentazionalità plastica assoluta”. Nel 1920, assieme al fratello N. Gabo, diede vita al Manifesto Realista in cui erano enunciati i presupposti teorici della tendenza “dinamica” del costruttivismo. Nel 1923 Pevsner si stabilì a Parigi, dove fece parte nel 1931 del gruppo Abstraction-Création e nel 1946 delle Réalités nouvelles. Dal 1923 l'artista si dedicò totalmente alla scultura, elaborando col fratello i principi teorici di un'arte nuova della scultura (premessa alla poetica del vuoto), secondo una concezione plastica basata rigorosamente su leggi scientifiche. Nelle sue opere Pevsner sperimentò composizioni di materiali diversi, come lamine metalliche e materie plastiche (Ritratto di Marcel Duchamp, 1926), creando strutture plastico-dinamiche intese come “sintesi di spazi in continua espansione” (serie di Costruzioni, da quella per un aeroporto del 1934 a quella cinetica del 1953; serie di Affreschi, da quelli per una cattedrale del 1943 alla Visione spettrale del 1959) dove la materia coinvolge e conferisce moto allo spazio circostante e alla luce, la quale smaterializza la struttura metallica in un'inesauribile variazione di proiezioni prismatiche.

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Anton Pevsner.