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Piève di Tèco

comune in provincia di Imperia (32 km), 240 m s.m., 40,61 km², 1336 ab. (pievesi), patrono: san Sebastiano (20 gennaio).

Centro alla sinistra del torrente Arroscia, conserva quasi intatta la struttura di borgo medievale a pianta lineare, con portici gotici, portali in ardesia e maestosi pilastri degli antichi loggiati. Fondato dai marchesi di Clavesana, che nel sec. XII costruirono un castello sull'antico Teichos, insediamento militare di origine bizantina, e ampliato nel 1232 al lato di un'antica pieve, fu importante nodo stradale per il valico del colle di Nava. Nel 1385 venne acquistato da Genova, subendo la temporanea occupazione di Francesco Spinola (1462); seguì le sorti di Genova dal 1512 fino al Congresso di Vienna (1814), quando fu annesso al Regno di Sardegna. § All'inizio dell'abitato sorge l'ex convento degli Agostiniani, dominato da un campanile del sec. XVI con bifore e cuspide poligonale. La chiesa di Santa Maria della Ripa, in parte rimaneggiata, conserva nella facciata un portale laterale e un campanile gotici; l'interno, con colonne in pietra nera e archi ogivali, comunica con il più tardo oratorio dell'Assunta, dove si conservano opere del pittore Giulio Benso (1601-1668), nativo del luogo. Il secentesco oratorio dei Santi Giovanni Battista e Sebastiano possiede due opere lignee del Maragliano (Natività e Crocifissione). La collegiata di San Giovanni Battista, edificata su progetto di G. Cantoni (1792-1806), incorpora elementi della precedente chiesa medievale; nell'interno, a pianta centrale, si conservano il Martirio di San Sebastiano e le Tentazioni di Sant’Antonio di G. Benso, un gruppo ligneo del Maragliano (Madonna del Carmine) e l'Ultima Cena di D. Piola. § L'industria opera nei settori meccanico, del legno e delle calzature. L'agricoltura produce uva da vino (rinomato l'ormeasco), ortaggi, frutta e foraggi: è praticato l'allevamento bovino.