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Pievebovigliana

comune in provincia di Macerata (46 km), 441 m s.m., 27,33 km², 879 ab. (pieveboviglianesi), patrono: san Macario (2 maggio).

Centro sulla destra del torrente Fornace; è compreso nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Abitato in epoca romana, nel Medioevo si sviluppò attorno a una pieve benedettina; in seguito entrò a far parte dei domini dei Da Varano, che, per punire una ribellione degli abitanti, fecero demolire il castello; fu poi annesso allo Stato Pontificio. § Nell'antico nucleo castellano sorge la parrocchiale di Santa Maria Assunta, con tre navate neoclassiche del sec. XVIII e la cripta romanica del sec. XII, a cinque navatelle con volta a crociera, quattro delle quali probabilmente costituivano un monumento funebre romano del sec. II d. C. Adiacente alla chiesa è il piccolo Museo Raffaele Campelli, con reperti archeologici, opere di scuola umbro-marchigiana e suppellettili sacre. La chiesa del Crocifisso di Pontelatrave ha un'abside con affreschi dei sec. XV e XVI; non distante è il castello di Beldiletto (1371), di cui rimangono resti di torri e due lati del cortile con portico ogivale. Sorge isolata la chiesa dei Santi Giusto e Maroto, romanica a pianta circolare, con quattro cappelle a raggiera; accanto si eleva il campanile rettangolare, che custodisce una tavola bizantina del sec. XIII, una cinquecentesca e una croce astile attribuita a Tobia da Camerino. § L'agricoltura produce cereali, patate, uva e foraggi; piccole e medie imprese operano nei settori tessile, del legno e alimentare (distillerie e mulini). Il lago artificiale di Polverina, creato da uno sbarramento sul fiume Chienti, attira il turismo estivo ed escursionistico.