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Pitigliano

comune in provincia di Grosseto (75 km), 313 m s.m., 102,90 km², 4134 ab. (pitiglianesi), patrono: san Rocco (16 agosto).

Centro della Maremma, alla confluenza dei fiumi Meleta e Lente. È sede vescovile. Già insediamento preistorico, fu città etrusca e poi romana. Nel Medioevo appartenne agli Aldobrandeschi, ai conti di Sovana e dal 1293 agli Orsini, passando poi nell'orbita fiorentina nel sec. XVI e nel 1604 al Granducato di Toscana. Nel sec. XV vi ebbe vita una comunità ebraica di grande rilievo.§ Il pittoresco abitato, d'impianto medievale, è di grande interesse storico-artistico. Il palazzo Orsini, del sec. XIV, ma ampliato e modificato nei due secoli seguenti, presenta un cortile interno con un bel puteale e portale in travertino del Quattrocento. Suggestivi il duomo, di origine medievale, con facciata barocca, e la chiesa di Santa Maria del sec. XVI.§ L'agricoltura produce soprattutto uva, olive, ortaggi e frutta. L'attività industriale è legata al ramo alimentare, soprattutto enologico (si produce il rinomato bianco di Pitigliano) e a quello edile, per la presenza di piccole cave di tufo, pomice e farina fossile. Risorsa importante è il turismo.§ Nei dintorni sorgono i resti dell'antica Statonia.

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