Questo sito contribuisce alla audience di

Rauschenberg, Robert

pittore statunitense (Port Arthur, Texas, 1925-Captiva Island 2008). Dopo gli studi artistici compiuti negli USA, ha frequentato l'Académie Julian di Parigi (1947). Nel 1951 ha tenuto la sua prima personale a New York; nel 1952 ha presentato in Italia le sue opere (specie di collages con ampia utilizzazione di frammenti di giornali e di fotografie). Verso la metà degli anni Cinquanta Rauschenberg ha elaborato i caratteri fondamentali del proprio linguaggio attraverso la poetica del combine-painting, quadro-oggetto-agglomerato realizzato con spregiudicate combinazioni dei materiali più disparati (stracci, flaconi, scarpe, ecc.), con i quali l'artista ha attuato, attraverso le esperienze del New Dada, il recupero dell'immagine dopo la stagione dell'espressionismo astratto americano (action painting). Rauschenberg è considerato con J. Johns il pioniere di quella nuova poetica dell'oggetto che ha poi assunto la denominazione di pop art, ma dalla quale tuttavia le sue opere si differenziano per certi aspetti. Pur sfruttando infatti tutte le possibilità offerte dalla civiltà tecnologica, Rauschenberg è riuscito a conservare valori plastici e visuali alla sua opera, tutta imperniata sull'utilizzazione e sfruttamento dell'oggetto, considerato nella sua essenza strutturale, al di là dell'immagine e del simbolo, e nella sua capacità di instaurare nuovi rapporti di comunicazione attraverso la varietà di combinazioni visuali. Ha lavorato per il Graphicstudio di Tampa e per lo Styra Studio di New York e nel 1971 ha fondato l'Untitled Press, uno studio di opere grafiche. Nel 1982 Rauschenberg è riuscito a concretizzare il progetto di promozione culturale “Roci” (Rauschenberg overseas culture interchange), una sorta di viaggio-mostra itinerante di opere aperte a tutte le ispirazioni e contaminazioni offerte da ogni Paese dove l'artista intendeva recarsi. Frutto di questo lungo viaggio per il mondo sono state, tra le altre, Song for Tibetan Saga (1985), Altar Peace (1985), Malaysian Flower Cave (1990), Shuttle Buttle (1990), In-Dependents (1990): tutte opere realizzate con tecniche miste, materiali e oggetti reperiti sul posto, fotografie serigrafate o stampate su superfici di alluminio con un procedimento a cera e fuoco.

Bibliografia

E. Crispolti, La Pop Art, Milano, 1966; A. Boato, Pop Art in USA, Milano, 1967; A. Forgen, Rauschenberg, New York, 1969; L. Lippard, Pop Art, Milano, 1970; H. Rosenberg, La definizione dell'arte, Milano, 1975.

Media


Non sono presenti media correlati