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Roccamonfina (Caserta)

comune in provincia di Caserta (46 km), 612 m s.m., 30,94 km², 3807 ab. (roccani), patrono: sant’ Antonio (ultimo martedì di maggio).

Centro situato sul versante orientale della conca del rilievo vulcanico a cui dà il nome e nel quale sorgono anche i coni vulcanici dei monti Santa Croce e Lattani. Di origine romana, è citato per la prima volta nel sec. X. I Normanni vi costruirono una rocca da cui il paese prese il nome (Locus Arcis Montis Fini: il monte Fino è l'attuale monte Santa Croce). Fu feudo dei Marzano (sec. XIV), dei Carafa (sec. XVI), degli Aldobrandini (sec. XVII) e di nuovo dei Carafa. Subì gravi danni nel terremoto del 1980.§ La collegiata di Santa Maria Maggiore è una ricostruzione settecentesca. In pittoresca posizione sul pendio del monte Lattani sorge il santuario di Maria Santissima dei Lattani, fondato nel 1430. Nell'interno è conservata una Madonna col Bambino in pietra basaltica e databile intorno al Mille.§ L'agricoltura produce noci, nocciole, ciliegie, cereali, patate, uva da vino e olive; notevole è la raccolta delle castegne e dei funghi. Rilevante il turismo escursionistico e di villeggiatura.§ Il paese è al centro del Parco Regionale di Roccamonfina e Foce del Garigliano, di grande interesse naturalistico e geologico, che si stende su un'area di 110 km² ha interessando diversi altri comuni. Il vulcano è il più antico della Campania; in passato la pietra lavica di Roccamonfina fu usata in tutta la regione per le mole dei frantoi.

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