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Roccascalégna

comune in provincia di Chieti (57 km), 455 m s.m., 22,63 km², 1423 ab. (roccolani), patrono: santi Cosma e Damiano (27 settembre).

Centro posto su un rilievo tra le valli del Rio Secco e del fiume Sangro. Citato nel sec. XII come sede di un'abbazia e luogo fortificato dai Normanni, fu dei Gualtieri nel Duecento e in seguito di varie famiglie, tra le quali gli Annechini, gli Orsini e i Carafa. Nel Settecento passò ai Nanni.§ Su uno sperone roccioso a dominio dell'abitato sorge il suggestivo castello degli Annechini (sec. XIV su una struttura più antica, restaurato negli ultimi anni del Novecento), con torri arrotondate e una quadrata (detta “torre normanna”) e alcune strutture risalenti all'epoca normanna e sveva, tra cui il cammino di ronda e la cisterna. La chiesa di San Pancrazio (sec. XII), già inserita in un'abbazia che qui sorgeva, presenta ancora elementi dell'edificio originario (ogive della navata), nonostante i numerosi interventi successivi.§ L'economia si basa sull'olivicoltura e sulla viticoltura; l'agricoltura produce inoltre cereali, patate, ortaggi e frutta. È praticato l'allevamento ovino, caprino e avicolo. Qualche risorsa proviene dal turismo escursionistico e agrituristico.

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