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Rosendorfer, Herbert

scrittore tedesco (Bolzano 1934-2012). Trapiantato fin dall'infanzia in Baviera, si impose all'attenzione del vasto pubblico come assertore di un nuovo realismo poetico con il romanzo Der Ruinenbaumeister (1969; L'architetto delle rovine), consacrandosi poi definitivamente quale narratore ricco di fantasia, capace di cogliere una dimensione a metà strada tra realtà e finzione. Cosí per esempio nel romanzo Stefanie und das vorherige Leben (1976; Stefania e la vita anteriore), storia di una sognatrice che vive la sua vita reale in quella precedente, in Das Messingherz (1979; Il cuore d'ottone) e in Ballmanns Leiden oder Lehrbuch für Konkursrecht (1981; I dolori di Ballmann ovvero Manuale di diritto fallimentare). Gli elementi della satira tendente qua e là al grottesco e all'assurdo si trovano nel romanzo Briefe in die chinesische Vergangenheit (1983; Lettere nel passato cinese) come pure nei racconti Ball bei Thod (1980; Ballo a Thod), Das Zwergenschloss (1982; Il castello dei nani) o Die Frau seines Lebens (1985; La donna della sua vita). La seconda guerra mondiale e l'apocalisse del Terzo Reich fanno da sfondo invece ai romanzi Vier Jahreszeiten im Yrwenthal (1986; Quattro stagioni in Val d'Yrwen) e Die Nacht der Amazonen (1989; La notte delle amazzoni). A due libri sulla Città Eterna Rom. Eine Einladung (1990; Roma. Un'invito) e Mitteilungen aus dem poetischen Chaos (1991; Messaggi dal caos poetico) seguì nel 1992, l'anno delle Colombiadi, il volume satirico Die Goldenen Heiligen oder Columbus entdeckt Europa (I santi d'oro ovvero Colombo scopre l'Europa). Si ricordano i racconti Die Erfindung des SommerWinters (1994; L'invenzione dell'estateinverno) e Absterbende Gemütlichkeit (1996; Il venir meno dell'intimità). Rosendorf fu noto anche come sceneggiatore di fortunate serie televisive e come autore di opere teatrali tra le quali Oh Tyrol oder der letzte auf der Saüle (1986; Oh Tirolo ovvero l'ultimo sul pilastro) e la farsa popolare Die Hexe von Schongau (1992; La strega di Schongau).

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