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Ruscha, Ed

artista statunitense (Omaha 1937). Nei primi anni Sessanta si trasferisce a Los Angeles per completare gli studi. Strade e autostrade, parcheggi, pompe di benzina, palme, piscine, quartieri residenziali hollywoodiani divengono così i reiterati protagonisti delle sue opere. La sua produzione artistica intreccia linguaggi che vanno dall'arte pop a quella concettuale, dall'astrazione al realismo, sperimentando le tecniche più diverse e impiegando i materiali più insoliti (polvere da sparo, fiori bolliti, cioccolato, tintura di iodio, spinaci, sangue, tuorlo d'uovo), oltre ad acrilico e pastelli. Grazie all'uso della macchina fotografica riesce a ritrarre, scegliendo inquadrature apparentemente casuali, un vasto «catalogo di realtà». In quest'ottica va letta l'opera Twentysix Gasoline Stations, del 1963, che raccoglie, in modo impassibilmente veritiero, le fotografie dei distributori di benzina lungo l'autostrada 66 o Some Los Angeles Apartments, 1965, Thirtyfour Parking Lots, 1967, Nine Swimming-Pools, 1968. L'interesse per la fotografia è presente anche nei dipinti successivi, per lo più oli su tela, nei quali l'artista utilizza il linguaggio descrittivo, tipico delle riprese fotografiche. Lavora molto anche con le parole che sovrappone alle immagini dipinte. Si tratta di soluzioni verbali scritte a grandi lettere e privilegiate per il loro potere fonetico ed evocativo. È stato l'artista scelto a rappresentare gli Stati Uniti d'America alla Biennale di Venezia del 2005.

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