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Saint-Just, Louis-Antoine-Léon

uomo politico francese (Decize, Nivernese, 1767-Parigi 1794). Figlio di agiati proprietari terrieri, intraprese lo studio del diritto a Soissons e a Reims ma senza portarlo a termine. Aderì subito alla Rivoluzione cui dedicò il poema satirico Organt (1789) e l'opera Esprit de la révolution et de la Constitution de France (1791) dove si avverte l'influsso del pensiero di Montesquieu e di Rousseau. Tenente colonnello della Guardia nazionale a Noyon, trovò in Robespierre (con il quale fu in viva corrispondenza) il più fedele interprete del suo amore per la libertà e la giustizia. Eletto deputato nel 1792, sedette alla Montagna rivelando un'eloquenza appassionata ma sorretta da una rigorosa determinazione che impressionò l'Assemblea e fu giustamente definita “eroica”. Convinto che la rivoluzione dovesse essere sostenuta da uno spirito unitario, si batté contro il federalismo girondino (rapporti dell'8 luglio 1793, del 13 e 31 marzo 1794) e contro i partiti che col loro particolarismo tradivano la causa del popolo. Fu il compagno inseparabile di Robespierre di cui condivise l'intransigenza ideologica ma non la freddezza dell'azione politica. Del 1792 sono forse i Fragments d'institutions républicaines (pubblicati postumi nel 1800) i cui postulati furono accolti in parte nella Costituzione del 1793. Nel maggio di quello stesso anno entrò come supplente nel Comitato di Salute Pubblica, divenendone membro effettivo in luglio. Fondamentali per la salvezza della Repubblica furono le sue missioni presso le truppe al fronte (1793-94) di cui riuscì ad accendere l'entusiasmo dopo aver ristabilito l'ordine e la disciplina. Le straordinarie vittorie di Wissenburg, di Landau e di Fleurus sono perciò giustamente considerate, in gran parte, merito suo. Eletto presidente della Convenzione (febbraio 1793), fu l'implacabile accusatore degli hebertisti e dei dantonisti: fu l'ideologo del Terrore. Fece sequestrare i beni dei sospetti per devolverli al popolo; impose enormi tasse ai ricchi di Strasburgo e di Nancy (complessivamente 14 milioni) per distribuirli ai poveri. Cadde con Robespierre il 9 termidoro, non senza aver tentato, con un ultimo appassionato discorso, di salvare la vita dell'amico.

A. Ollivier, Saint-Just et la force des choses, Parigi, 1954; E. Hamel, Histoire de Saint-Just, député à la Convention nationale, Parigi, 1959; A. Soboul, Terrore e libertà. Discorsi e rapporti, Roma, 1966; M. Ipotesi, Saint-Just, Brindisi, 1984.