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Sant'Omèro

comune in provincia di Teramo (27 km), 209 m s.m., 33,97 km², 5274 ab. (santomeresi), patrono: sant’ Omero (3 giugno).

Centro situato tra le valli del torrente Vibrata e del fiume Salinello. Il territorio fu sede di stanziamenti protosabellici, poi forse della città italica di Palma Picena e, sicuramente, del romano Vicus Stramenticius. Ricordato dal 1154, fu degli Acquaviva dal Duecento. Nel 1644 passò ai Mendoza. § Il paese conserva i ruderi di un castello, un palazzo rinascimentale dei Mendoza e la barocca chiesa dell'Annunziata. Fuori dal centro, nel sito che fu del Vicus Stramenticius, sorge la chiesa di Santa Maria a Vico, in buono stato di conservazione: eretta prima del Mille, ha una facciata, con torre campanaria incorporata, aperta da un semplice portale. L'interno basilicale, spoglio e suggestivo, ha finestre centinate con transenne in pietra traforata. § L'economia si basa sia sull'agricoltura (olive, uva da vino, cereali, ortaggi, frutta e foraggi) e l'allevamento (ovini, bovini e suini), sia sull'industria, attiva nei settori tessile, metalmeccanico, edile, dell'abbigliamento e delle pelletterie.