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Sassoferrato

comune in provincia di Ancona (78 km), 386 m s.m., 135,21 km², 7419 ab. (sassoferratesi), patrono: sant’ Ugo (26 luglio).

Cittadina della valle del fiume Esino, alla confluenza dei torrenti Sanguerone e Sentino. È composta dal nucleo medievale, nella parte alta, e dalla parte recente ai piedi della collina. La sua origine si ricollega alla romana Sentinum, abbandonata dagli abitanti verso il sec. X. Il castello di Sassoferrato, citato per la prima volta nel 1191, divenne feudo degli Estensi agli inizi del sec. XIII, passò poi ai Malatesta, a Francesco Sforza e, infine, alla famiglia locale degli Atti, con i quali la signoria si tramutò in vicariato della dello Stato Pontificio. Nel 1460 divenne libero comune sotto la supremazia della Chiesa.§ Il borgo conserva mura, torrioni e case in pietra medievali, la rocca del cardinale Albornoz (1365), le chiese romanico-gotiche di San Francesco (a una navata con affreschi di scuola fabrianese e tele di Ercole Ramazzini) e di San Pietro (con tele e sculture di Pietro Paolo Agabiti e tele di Claudio Ridolfi). Il Palazzo dei Priori, sede del Museo Archeologico, ospita numerosi reperti romani, reliquiari e tele di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato, che qui nacque nel 1609. Interessanti sono pure le chiese di Santa Maria di Ponte del Piano (sec. XIV) e la chiesa di Santa Croce (sec. XI-XII) con affreschi del Trecento. Il parco archeologico di Sentinum conserva l'impianto urbanistico e resti delle terme dell'antica città romana.§ Accanto all'agricoltura, che produce cereali, patate e foraggi per l'allevamento, rivestono notevole importanza le industrie operanti nei settori calzaturiero, meccanico e cartario.

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