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Schneider, Gregor

artista tedesco (Rheydt 1969). Dal 1980 si è concentrato sulla costruzione di stanze, con la complessa relazione tra apparire ed essere. Il fulcro del suo lavoro artistico è una normale costruzione popolare di Rheydt (la cosiddetta “Haus ur”, ‘Casa ur'), che egli continuamente trasforma in un luogo di grande impatto emotivo: costruisce stanze in stanze che già esistono, edifica muri di fronte a muri già esistenti coprendo le porte e le finestre con pannelli isolanti nell'intento di rendere la casa un claustrofobico contenitore, totalmente isolato dal mondo esterno. Con questa opera vince il Leone d'Oro alla Biennale di Venezia 2001.Per la Biennale di Venezia del 2005 propone l'opera Cube Venice, rifiutata poi dalla direzione in quanto ritenuta pericolosa per le reazioni politiche che avrebbe potuto suscitare: essa consisteva in una grande scultura geometrica nera, senza un ingresso accessibile, sollevata su una base e con una altezza di 15 metri, che avrebbe dovuto essere ancorata al pavimento di piazza San Marco e che suggeriva lo spazio della Kaʽba. L'opera viveva di una tensione evidente tra l'essere un oggetto legato alla tradizione dell'arte occidentale astratta e minimalista e il ricordo di un luogo di adorazione per milioni di persone. La sua arte riflette il lato privato e oscuro, tendente al patologico, della società odierna.