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Schultze, Bernard

pittore e scultore tedesco (Schneidemühl, Polonia, 1915-Colonia 2005). Tra il 1951 e il 1952 precisò la propria linea di ricerca realizzando le sue prime opere informali sugli esempi del tachisme di Wols, J. P. Riopelle ecc. In questo stesso periodo fondò con altri artisti il gruppo Quadrige (astrazione lirica), i cui modi di espressione vennero successivamente superati dall'artista, impegnato nella ricerca di effetti materici: la densità delle paste cromatiche tende, già nelle opere del 1956, a dare alla superficie pittorica uno spessore che suggerisce l'idea del rilievo. Nelle fasi ulteriori di queste esperienze materiche, Schultze mescolò al colore frammenti di materiali diversi (legno, paglia, stoffe ecc.) fino a ottenere una sorta di assemblage a tre dimensioni, tanto da rendere l'opera pittorica ambiguamente prossima alla scultura: è il caso delle ibride creazioni a cui, nel 1961, Schultze diede il misterioso nome di Migof, immagini fantastiche destinate ad assumere poi parvenze di figura umana, drammatiche nell'indeterminatezza della forma soffocata da viluppi di rami e di foglie e sottoposta a lacerazioni e mutilazioni. La serie dei Migof, proseguita fino agli anni Settanta, è stata affiancata da una pittura ariosa e delicata, ma sempre tesa alla ricerca di un mondo segreto che sta tra l'astrazione e il surrealismo. È da ricordare la partecipazione dell'artista all'importante mostra Dada, Surrealism and Their Heritage tenuta al Museum of Modern Art di New York nel 1968.

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