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Serramanna

comune in provincia del Medio Campidano, 30 m s.m., 83,90 km², 9545 ab. (serramannesi), patrono: san Leonardo (6 novembre).

Centro del Campidano, situato alla sinistra del Flumini Mannu. Sorto in un territorio popolato fin dall'antichità, nel Medioevo (sec. XI) fece parte del Giudicato di Cagliari, nell'ambito della curatoria di Gippi, e dopo la divisione del 1258 passò ai Della Gherardesca. Conquistato dagli Aragonesi nel 1323, fu incluso nel feudo di Villacidro (concesso a Giovanni Civiller nel 1420), di cui seguì le vicende fino all'abolizione dei feudi (1839).§ Nell'abitato sorge la grandiosa parrocchiale di San Leonardo, eretta in forme tardogotiche nel Cinquecento, che presenta una semplice e larga facciata rettangolare merlata, affiancata da un alto campanile ottagonale. Il portale, in stile gotico classico, è del sec. XVII, come la cappella di Santa Maria, decorata da un arco trionfale marmoreo riccamente scolpito. Settecenteschi sono la chiesa di San Sebastiano e il “Monte Granatico”, edificio adibito alla raccolta del grano. Presso l'oratorio della chiesa di Sant'Angelo è stata allestita la Raccolta Museale delle Memorie e delle Tradizioni Religiose Serramannesi. Colorati murales decorano le pareti esterne degli edifici del paese.§ Le principali risorse economiche provengono dall'agricoltura, che produce uva, ortaggi (soprattutto pregiati carciofi), cereali e agrumi; vi si affianca la floricoltura. È praticato l'allevamento ovino e caprino. L'industria opera nei settori dei gas industriali, dei serramenti, delle carpenterie in legno e in metallo, dell'abbigliamento e dei materiali da costruzione.

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